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Un itinerario studiato ad hoc per imparare a guidare sulla sabbia, prendere confidenza con il GPS ed entrare nello spirito del "viaggiatore". Un'avventura in versione soft per tutti i neofiti del Sahara.

Se avete collegato la parola scuola a qualcosa di statico e noioso, beh non è di certo questo il caso. La scuola avventura nel Sahara, che ha preso vita dal 22 al 31 di marzo in Tunisia, ha saputo coinvolgere piacevolmente tutti gli "alunni", alle prese con le prove pratiche in un maxi parco giochi di sabbia. Questa tipologia di scuola nasce con l'idea, di essere il punto di partenza per tutti i neofiti appassionati di viaggi offroad, per avvicinarsi a piccoli e ponderati passi, verso le nozioni base della guida in fuoristrada sulla sabbia e l'utilizzo della cartografia e dei GPS per orientarsi. Per partecipare è tutto molto semplice ed i requisiti necessari sono pochi: basta avere il giusto spirito, per mettersi in gioco in un'avventura nuova ed avere a disposizione una 4x4 ( ma quella la si può anche noleggiare sul posto), ed il gioco è fatto.

Non servono, in questo caso, particolari preparazioni ai veicoli (anche quelli di serie vanno bene) o grossi carichi con scorte di acqua e carburante, tutto è infatti studiato appositamente, per venire incontro alle esigenze del viaggiatore alle prime armi, così da semplificare al massimo, la nuova esperienza. Una ruota di scorta, un compressore per le gomme, un buon filtro dell'aria per proteggere il motore dalla sabbia (meglio con snorkel e ciclone) e una bella strops, magari elastica, compongono il kit di "sopravvivenza" della scuola avventura. Siete pronti? Allora si parte.

LA NOSTRA SCUOLA

L'entusiasmo del gruppo in partenza è contagioso e già sulla nave di andata verso Tunisi, si discute di mappe, cartine, programmi di cartografia e GPS, in attesa di toccare finalmente la sabbia con le proprie ruote. Dalla capitale tunisina, dopo una sosta ad Hammamet per dormire, la strada è diretta verso le porte del deserto: tutto asfalto fino a Matmata, una sosta pranzo al cafè di Bir Soltane e poi dritti fino al Campement di Zmela, che dista 20 km di pista da Ksar Ghilane. Il campeggio, posizionato ai piedi delle dune, sarà la nostra base per i giorni a seguire, ed è dotato di tanti comfort, tra cui docce e bagni, un ottimo ristorante e delle confortevoli tende per dormire. Il nostro arrivo a metà pomeriggio permette già il primo approccio con la sabbia sulle dune circostanti, sfruttando la luce fino al tramonto. I "tutor" dell'organizzazione hanno adesso, il compito di seguire passo a passo gli equipaggi, elargendo consigli sul modo corretto di affrontare le pendenze e le difficoltà. Nel dopocena c'è anche il tempo anche per la parte teorica sull'utilizzo del GPS e sulle nozioni basilari di cartografia, in vista delle successive giornate in cui queste spiegazioni torneranno davvero utili.

PRATICA SULLE DUNE

Il corso è da subito intensivo e dopo un briefing iniziale, il via alla pratica vera e propria. Quattro i giorni a disposizione per "imparare il deserto"! Dopo la prima fase di assestamento iniziale, anche gli "alunni" più indisciplinati hanno iniziato a prenderci la mano, e duna dopo duna, grazie all'assistenza

dell'organizzazione, tutte le tappe prefissate sono state raggiunte con successo. La prima tappa si è diretta verso Ksar Ghilane, fino al famoso fortino romano, e durante il percorso gli equipaggi hanno avuto modo di testare subito sul campo le conoscenze acquisite sul GPS, cercando autonomamente divisi in gruppi da due (più il tutor), alcune coordinate prestabilite, fino al relitto di una Mehari. Proseguendo per gradi di difficoltà, la seconda tappa, ha portato il gruppo fino alla piana di El Mida, attraversando alcuni cordoni di dune, resi ancora più impegnativi, da un vento insistente che diminuiva fortemente la visibilità. Le dune nei dintorni di Ksar Ghilane sono state invece, il campo prove della terza tappa e hanno sottolineato i progressi

del gruppo, ormai evidenti. Qualche piantata per via della sabbia molle (soprattutto nelle ore più calde) viene presa d'esempio, per illustrare anche i modi di recupero più comuni: dalla vecchia pala e due buone braccia, alla strops possibilmente elastica, al più comodo e moderno verricello. L'ultima tappa da Zmela ad Ain Essabat, accompagnata da un fantastico sole, finalmente senza vento, è stata un po' come l'esame di maturità: ogni equipaggio ha fatto da apripista, cercando di scegliere le traiettorie corrette e mettendo in pratica tutti gli insegnamenti dei "tutor". Il risultato? Tutti promossi!

L'articolo completo è uscito sul numero di Maggio 2014 di Auto&Fuoristrada (http://www.gentemotori.it/autofuoristrada )

Per i dettagli sulle prossime partenze e gli itinerari potete visitare il sito www.desartica.com

 

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