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Tre settimane per scoprire alcuni degli angoli più belli, del profondo sud algerino, tra il parco nazionale del Tassili N'Ajjer e il meraviglioso Tadrart, sotto l'ala di Desartica Adventures.

DIARIO DI VIAGGIO

Il nostro viaggio inizia il 21 dicembre a Genova, dove ci stiamo imbarcando sul traghetto "Tanit", della compagnia tunisina: il solito tran tran per salire e qualche ora di ritardo, non riescono ad affievolire l'entusiasmo della, tanto attesa, partenza. Sbarchiamo a Tunisi nel pomeriggio e trascorriamo la notte, in un hotel a Yasmine Hammamet, gustandoci un confortevole letto, il primo e l'ultimo per i prossimi 18 giorni. Ripartiamo di buon ora, alla volta della frontiera e nel nostro tragitto, vediamo di passaggio le città di Kairouan, Gafsa, Tozeur e Nefta, fino a giungere dopo pranzo alla dogana di Taleb Larbi. Sbrigare le formalità è laborioso e riusciamo a oltrepassare il confine, quando è già buio. Per questioni di sicurezza, la milizia algerina, ha deciso di farci viaggiare in convoglio fino a Djanet, rallentando notevolmente i tempi per i rifornimenti, ma agevolandoci, nei numerosi barrage sulla strada. Procediamo nel nostro tragitto, oltrepassando El Oued, Touggort e al calar del sole, ci fermiamo alla periferia di Hassi Messaoud, dove la notte è rischiarata dalle alte fiamme, degli impianti di lavorazione del petrolio; La strada per  Djanet, è ancora lunga e la nostra carovana procede costante, macinando tanti chilometri sotto le ruote. Le dune, che sfumano dall'ocra scuro al rosso, ci guardano a bordo strada, rendendoci sempre più impazienti di giungere a destinazione; dopo aver oltrepassato Illizi, lo scenario intorno a noi cambia all'improvviso: stiamo attraversando il Plateau de Fadnoun, un altopiano di origine vulcanica (circa 1400 mt) dai colori scuri intensi, tanto suggestivo quanto arido. Il mattino seguente, raggiungiamo Djanet, conosciuta come la "perla del Tassili", che ci avvolge con il suo fascino: in questa oasi, sembra che il tempo si sia fermato: la parte antica del villaggio, aggrappata alla collina, con abitazioni di fango e pietra, la fa assomigliare ad un ordinato presepe di altri tempi. Abbiamo percorso 2330 km da Tunisi e finalmente ora possiamo lasciare l'asfalto, per entrare nel vivo del nostro viaggio. Dopo un pranzo fugace e gli ultimi rifornimenti, partiamo per addentrarci nel parco nazionale del Tassili N'Ajjer. La pista si snoda verso sud-est e alla nostra destra individuiamo il monte Tiska, che segna il confine delle ultime propaggini dell'infinita e piatta distesa del deserto del Ténéré, che ha ospitato alcune delle tappe più dure della storica Parigi Dakar. Le rocce di arenaria, dalle forme bizzarre, ci accompagnano nel nostro cammino, fino a giungere nella zona di Alidemma, dove una vasta distesa di faraglioni rocciosi, guglie e archi, che affiorano dalla sabbia dorata, dà vita ad un paesaggio incantato, di rara bellezza. Sembra un luogo senza tempo, dove il senso di libertà ed infinito viene percepito sulla pelle, da tutti quelli che hanno la fortuna di poter posare gli occhi, su queste distese dalle forme affascinanti e suggestive.

INCANTEVOLE TADRART

Un canyon di roccia è la nostra porta di accesso alla zona del Tadrart, (significa "montagna" nel linguaggio dei nativi), che è il proseguimento dell'Acacus libico, una tra le zone più belle di tutto il Sahara; saliscendi di sabbia si fondono con i castelli rocciosi, in un susseguirsi ipnotico di scenografie da sogno. Oltre alla spettacolarità della veduta, ci rendiamo conto ben presto, di essere all'interno di un imponente museo di arte rupestre, di particolare interesse. Questa zona infatti è stata iscritta come Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, nel 1985, per l'importanza delle pitture e delle incisioni, rinvenute tra le rocce di arenaria. Le pitture sono state datate dal 10.000 a.C. al 100 d.C. e seguono le diverse fasi dell'arte rupestre, rispecchiando i cambiamenti culturali e naturali nell'area. Sul terreno, inoltre, ancora si rinvengono diversi resti del passato: macine, pestelli, punte di frecce e lance, che testimoniano il periodo in cui il Sahara era verde e rigoglioso, coltivato e bagnato da grandi fiumi. Il nostro itinerario prosegue verso le magnifiche e imponenti dune rosse di Tin Merzouga e percorriamo in parte l’Oued In’Djerane, inseguendo i meandri del fiume fantasma, tra gole e bastioni di roccia, modellati dall’erosione del vento, fino a tornare sulla strada per Djanet, dove facciamo rifornimento prima di ripartire per il maestoso Erg d'Admer. Appena fuori dalla città, su uno dei faraglioni di Tegharghart, visitiamo uno dei bassorilievi più caratteristici di tutta la regione: la "vache qui pleure", che secondo l'interpretazione, rappresenta il bestiame che piange la mancanza d'acqua, nell'inizio del periodo della desertificazione. I primi cordoni dorati dell'Erg d'Admer ci accompagnano verso il monte Tazat, importante crocevia delle vecchie piste carovaniere. Proseguiamo poi verso nord in direzione, dello sperduto villaggio Tuareg di Tamadjaret e della sua incantevole guelta, dove ci fermiamo qualche ora. Percorrendo lunghe piste e qualche duna iniziamo il nostro rientro, concedendoci una lunga passeggiata fino alla guelta di Essandilen, incastonata come una perla nella roccia e circondata da oleandri e tamerici. E' già tempo di tornare verso casa e ci aspetta un lungo trasferimento fino a Tunisi, non c'è da meravigliarsi che queste settimane, siano volate via in un soffio e che questa avventura rimarrà impressa a lungo nella memoria. Il gruppo con cui abbiamo affrontato il viaggio (Desartica Adventures) è stato altrettanto speciale: meraviglioso condividere questa esperienza, le serate davanti al fuoco, i racconti di viaggio e alcune storie delle nostre vite con tutti loro. I paesaggi, il deserto, le dune dai mille colori, i tramonti e le albe, sono stampate nitide nella mente in ricordo di questa Algeria, bella da togliere il fiato.

L'articolo completo è uscito sul numero di Marzo 2014 di Auto&Fuoristrada (http://www.gentemotori.it/autofuoristrada/)

Per i dettagli sulle prossime partenze e gli itinerari potete visitare il sito www.desartica.com 

 

 

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Commenti  

 
0 #1 sandro 2014-05-17 17:55
..che posti !!! :-) :-)
 

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