Non pensavamo proprio di trovare ancora neve, non così tanta almeno da impedirci di andare avanti,  e invece siamo stati costretti a rivedere e cambiare , almeno in parte, i programmi previsti.

La prima parte del sabato è andata come da copione , partenza alle 7.00 puntualissimi da Genova con arrivo all’appuntamento con Walli alle 09.45. Presentazioni e saluti d’uso e partenza. La via dei Cannoni è sempre piacevole e il tempo perfetto ha fatto il resto. Salita verso il colle di Sampeyre senza problemi con un panorama fantastico su tutto l’arco alpino. Poi è toccato al Colle della Bicocca, dove nessuno di noi era mai stato ed è stato una sorpresa ! Bellissimo ! Abbiamo consumato un frugale pasto godendoci la vista del Monviso , le foto parlano da sole. Da qui siamo scesi verso il famoso quanto antico paese di Elva utilizzando un vecchio tratturo ormai fuori uso scavato dalle recenti piogge che taglia di netto la noiosa discesa su asfalto. Dal fondo valle risalita verso il Colle del Mulo. La valle che si snoda su un’altitudine media di oltre 2000 metri fino ai 2900 del colle citato è , complice una luce perfetta, di una bellezze incredibile… l’aria rarefatta e pulita , la mancanza di umidità , il sole e le nuvole bianchissime amplificano tutti i colori rendendo la realtà

quasi finta. Percorriamo una decina di km quando all’improvviso un muro di neve ci impedisce l’avanzamento. Troppo rischioso tentare di passare oltre e impossibile, in caso di retrofront , risalire dalla parte opposta. Si torna a malincuore indietro. (scelta oculata in quanto,a pochi chilometri dall’arrivo , un altro banco di neve , ben più importante , ostruiva la strada impedendo tassativamente il transito) Non rimane che tornare sui nostri passi e aggirare la valle utilizzando l’asfalto , tutto questo ci porterà via più di tre ore rendendo necessario un cambiamento di programma. Facciamo il giro dal Colle dei Morti dando appuntamento agli altri equipaggi che dovevano raggiungerci nel pomeriggio al suddetto colle per sistemarci e fare campo per la notte. Campeggio sistemato a quota 2492 ! circondati da nevai e con freddo caino… Ma la location è da cartolina… Sistemate le tende ci dedichiamo alla pratica della nutrizione. Il cambusiere , che nel frattempo aveva acceso il fuoco,si accinge a preparare un bel piatto caldo a base di fagioli mentre sulla brace finiscono spiedini , salcicce e tomini rivestiti si speck. Qualche bottiglia , che nel frattempo era stata immersa nell’attiguo laghetto ghiacciato, spunta sulla tavola imbandita.

Cena tutto sommato sottotono…l’altitudine , a cui noi gente di mare non siamo abituati, fa un brutto scherzo.. provoca inappetenza. Comunque la serata passa tra chiacchiere e aneddoti raccontati attorno al fuoco sotto un cielo tanto stellato che non si era mai visto. Mentre le lancette dell’orologio proseguono imperterrite la loro corsa i partecipanti lentamente , quasi con vergogna abbandonano il posto accanto al fuoco per occupare quello più consono all’orario dentro il sacco a pelo. Rimaniamo solo in tre accanto al fuoco scoppiettante immersi nel silenzio a raccontarci quella dell’uva fino a quando resici conto dell’orario inoltrato decidiamo di unirci al gruppo dei dormienti. La prima luce arriva negli occhi poco dopo le 5.00 , alcuni resistono fino alle 05.30 ma poi si alzano e iniziano le operazioni d’uso, io resisto fino alle 0700 e poi esco dal caldo abbraccio del piumino. La prima cosa che vedo sono tre piccole figure che si stagliano nette sul cielo bianco del mattino…cavolo sono tre di noi ,  ci sarà voluta almeno un’ora a salire fin lassù ! ma a che cavolo di ora si sono alzati !  Sconvolto dalla vista butto giù un caffè.

Come dicevo molto prima si deve cambiare il programma, decidiamo di salire solo al Parpaillon e poi tornare a casa, il gruppo è d’accordo e faremo così sperando ritrovare il colle agibile. Il tratto asfaltato è piuttosto lungo e con molto traffico , arriviamo all’inizio dello sterrato che sono già le 13.00, e una brutta sorpresa si presenta ai nostri occhi, Un bel cartello con su scritto “Strada chiusa”

Disperazione…ad un tratto però vediamo una macchina che sta scendendo.. ma allora forse si può fare ! Partiamo andando incontro alla vettura e una volta raggiunta il pilota conferma la fattibilità. Bene , procediamo verso la Galleria più alta d’Europa. Il primo pezzo di strada è già stato messo a posto dai danni invernali, il secondo tratto non ancora, ci sono alcuni passaggi non difficili ma molto pericolosi dove un attimo di distrazione può avere effetti mortali, con calma passiamo e arriviamo alla meta. Giusto il tempo di mangiareun panino e il cielo , già grigio, si fa nero e inizia a diluviare con un abbassamento drastico della già non alta temperatura, sbaracchiamo in fretta attraversiamo il Tunnel , riusciamo a far impantanare l’ LC100 nella neve , a stropparlo e poi via di “corsa”  verso valle. Un altro ottimo week end da mettere nel file dei ricordi….

1^ Parte

2^ Parte

3^ Parte

4^ Parte

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